Dipendenza da cibo

La dipendenza dal cibo o dipendenza dal mangiare è una dipendenza comportamentale che si caratterizza per il consumo compulsivo di alimenti appetibili (per esempio, cibi ad alto contenuto di grassi e zucchero, i quali attivano il sistema di ricompensa negli esseri umani e in altri animali) nonostante le conseguenze negative. Si è osservata anche la presenza di sintomi di astinenza quando il consumo di questi alimenti si interrompe con la sostituzione di cibi a basso contenuto di grassi o di zucchero.

La dipendenza da cibo è caratterizzata dal fenomeno del binge eating, che consiste nell’atto di mangiare una quantità eccessiva di cibo accompagnato dalla sensazione di perdita del controllo. Queste abbuffate compulsive sono generalmente seguite da sentimenti di colpa e depressione, tanto che alcuni arrivano ad annullare i loro impegni per il giorno successivo, perché si “sentono grassi”.

A differenza di individui colpiti da bulimia, i mangiatori compulsivi non tentano di compensare le loro abbuffate con comportamenti correttivi, come il digiuno, l’uso di lassativi o il vomito.

Oltre all’ assunzione incontrollata di cibo, i mangiatori compulsivi possono talora mangiare continuamente e per tutta la giornata, determinando così un numero eccessivamente elevato di calorie consumate.

Durante le abbuffate i mangiatori compulsivi possono consumare tra le 5.000 e le 15.000 calorie di cibo al giorno, con un conseguente stress psicologico temporaneo non dissimile da quello sperimentato attraverso l’abuso di droga. I mangiatori compulsivi, in seguito ad un eccessivo consumo di alimenti altamente modificati, tendono a mostrare a livello cerebrale dei cambiamenti simili a quelli dei tossicodipendenti. Nel mangiatore compulsivo, l’ingestione di cibi trigger provoca il rilascio dei neurotrasmettitori serotonina e dopamina. Questo potrebbe essere un ulteriore indicatore del fatto che i fattori neurobiologici contribuiscono al processo di dipendenza. Al contrario, l’astensione dai cibi che provocano dipendenza possono scatenare sintomi di astinenza. La successiva diminuzione dei livelli di serotonina nell’individuo può favorire più elevati livelli di depressione e ansia. Infine, i mangiatori compulsivi pensano continuamente al cibo e quando ne sono privati tendono a comportarsi in modo simile ai tossicodipendenti, con una ricerca incontrollabile della sostanza, e possono anche mettere in atto comportamenti subdoli, come rubare o mentire.

Ci sono molti segni potenziali che un individuo possa essere affetto da questa patologia. I comportamenti comuni includono il mangiare da solo, consumando cibo rapidamente, con conseguente rapido aumento di peso. Inoltre può esserci una significativa riduzione della mobilità e anche il ritiro dal lavoro dovuto all’aumento del peso. Indicatori emotivi possono includere sentimenti di colpa, senso di perdita di controllo, depressione e sbalzi d’umore.